Martedì, 12 Dicembre 2017
   
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2014 Travta. Terme di Valdieri, Bco. Varrone Rif. Bozzano - 22 Settembre

Nel giro di una mezza giornata, col solito "colpo" di telefono Eugenio, il collega, mi ha coinvolto in quella che  si e' dimostrata una bellissima  traversata fra Valloni, Vette e panorami fra i piu' belli delle nostre  Alpi Marittime fra il Gruppo dell'Argentera e la Catena delle Guide. Gita impegnativa, non solo per le difficolta' (EE) ma per la sua lunghezza e per i suoi dislivelli (1600 mt. ca. in salita, altrettanti in discesa) - (Questi dati non sono stati misurati con sistemi GPS o altro quindi, potrebbero non essere corretti).  Spero trasmetterVi, con queste foto, lo stesso stato d'animo che abbiamo provato nel godere dell'immenso e aspro paesaggio, ma anche un triste pensiero va nel rispetto della tragedia, dove nell'incidente aereo avvenuto nel Marzo del 1963 persero la vita diciotto persone. Partiti dalle Terme di Valdieri,  (posteggio a sinistra verso il torrente subito dopo il ponte) saliamo il Vallone di Lourousa sino al Lagarot, qui l'occhio si perde fra una cerchia di montagne dove spicca il superbo canalone del Lourousa che, con i suoi quasi 1000 mt. di lunghezza rappresenta una delle piu' belle ascensioni su neve non solo delle Alpi Marittime. (Scalato con tre colleghi) Poco sotto il Bivacco Varrone  diparte,  sulla  destra,  una traccia di sentiero,  l' M9 seguita da sbiadite lingue di color bianco-rosso, che prende subito quota e sale  fra cenge ed erba insidiosa  sino al Colle di Souffi (mt.25..). Ammirati da questi panorami, fra uno spuntino e Scatti fotografici, ripartiamo seguendo dapprima una "falsa" traccia (qui' effettivamente sia le tracce di sentiero che la segnaletica - ci metto anche una nostra disattenzione - non si individuano tanto facilmente) poi individuato il percorso (comunque per non sbagliare, arrivati al Colle, bisognava scendere tenendo come punto di riferimento la parte destra rocciosa del vallone) scendiamo nel Vallone di Souffi per ca. 300 mt.  fra zone erbose e pietrose. Un leggero brivido ci attraversa nel vedere i numerosi resti di quella tragedia.  Risaliamo la spalla sinistra orografica del canalone per guadagnare, fra strette cenge e qualche passaggio delicato, i numerosi valloni che portano in vista del Rifugio Bozano. Non proseguiamo oltre ma scendiamo a "rotta di collo" , puntando in basso il sentiero che porta al Rifugio, e poi quello che sara' la parte piu' noiosa, ovvero "l'asfalto" che ci portera' alle macchine. La traversata ci ha impegnati per circa otto ore, come sempre stanchi ma felici.  Dopo una bella rinfrescata  nelle gelide acque del Torrente Gesso, arzilli o quasi siamo ritornati a casa con dei bellissimi ricordi. 

NOTE: la gita qui descritta e' da annoverarsi fra quelle impegnative e non adatta ne ad un gruppo escursionistico ne a persone prive di allenamento e di cognizioni alpinistiche. La stessa va affrontata, comunque, con attenzione ed esclusivamente   con tempo asciutto e bello.


Il socio Bruno M.  

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