Lunedì, 22 Gennaio 2018
   
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2017 - Trav.ta Acquasanta, Pta. Martin, Pegli - 27 Novembre

Anello Acquasanta-Pta. Martin-Mte.Penello - Pegli

Sono anni che non salivo a Pta. Martin dalla Stazione di Acqusanta, ricordo che attraversavo i binari per salire sul senitero e passare davanti a quella casa dove, a quei contadini (penso solo io) mi facevo prepasrare uova e altro che poi avrei ritirato al ritorno dalle escursioni ma soprattutto dalle arrampicate vere e proprie sulle classiche pareti della Baiarda; palestra di roccia che e' stata teatro e formazione di tanti alpinisti genovesi. Ho molti ricordi...con i colleghi Franco, Paolo, Beppe e Mauro e prima ancora con i "vecchi" amici "Tranvieri" della sezione alpinismo dell'A.M.T. ...partivamo di prim'ora per fare una via poi, di corsa in servizio in tempo per il "secondo turno". Ricordo che la stazione dell'Acquasanta era "animata"...c'era il capostazione, la biglietteria ed anche il bar. Li prendevamo il primo caffe'...sono passati molti anni. Adesso, per salire a Punta Martin o alla Baiarda, bisogna uscire dalla stazione e seguire a sinistra il segnavia "linea e punto" rosso che segue il vecchio itinerario sino al guado del Rio Baiardetta. (Ho trovato questo tratto perfettamente ripulito dalla vegetazione...un grazie al lavoro dei volontari). Guadato quel Rio, unitamente al mio amico Carlo, sono arrivato in poco meno di tre ore (dalla stazione) sulla Punta Martin. Dopo le solite foto ed uno sguardo sul "profondo" panorama, oggi fantastico, sono sceso velocemente, per il vento freddo di tramontana, verso il Bco. Bellani al Mte. Penello. Dopo un panino ed una tazza di te' caldo, ho proseguito verso Pegli. Qui ricordo che, uscito dal Bco. proseguivo diritto seguendo lo sterrato, poi sulla traccia del "metanodotto" , trovavo numerose soluzioni di discesa. Oggi "VOLEVO" scendere a Pegli...cosa che non avevo mai fatto. Sceso sempre per lo stesso sterrato di allora sono arrivato nei pressi della fontana, ed ho continuato su per una breve salitella sino al Bco. Paganetto sul Mte. Riondo (mt.710). Splendido panorama. (Sino al Bco., Non ho trovato il bollino rosso, forse passava piu' a destra sulla linea del metanodotto, ma uno sbiadito E1) Senza ridiscendere a riprendere il sentiero E1, ho proseguito su di un altro sentiero ben evidente "ma non segnato" certo che mi avrebbe portato "sul mare"...che era li davanti a me, sebbene ancora mmolto lontano. Beh ho bagliato tutto. Sentiero per Biker, difficile.(Comunque un bravo ai Biker, grandi) Fra pineta e brughiera, che ha messo a dura prova le nostre articolazioni, sono arrivato su di un guado dove ho trovato i resti di due vecchi mulini, (Muin da rue) con macina davanti. Posto e visione fantastica. Superato un ponte ad un arco e passato attraverso cancelli e alcune abitazioni, sono arrivato su di una strada bianca che, percorsa, con saliscendi (cosi consigliato da un signore del posto) porta, ad un bivio alla mia sinistra, ad un gruppetto di case. Qui Carlo..."facendosi sentire" ha richiamato l'attenzione di qualche abitante...e' uscito un signore che ci ha rassicurati sul fatto che eravamo "vicini" al mare. Eravamo a Ronco Inferiore. Imboccato il sentiero, ora creuza, (era un'antica via del sale) sono arrivato, dapprima in localita' Cantalupo poi in Via Luca Assarino, ai "Tre Ponti" di Via Varenna, Via Opisso e...finalmente alla Stazione ferroviaria. Nuova ed interessante, per me, escursione, anche se un po' "movimentata" che mi ha visto impegnato per otto ore compreso soste varie. Foto in visione.

Il socio Bruno M.

P/S Un consiglio, scusate ma, NON prendete ad esempio la discesa su Pegli da me intrapresa.

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