Lunedì, 24 Febbraio 2020
   
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2019 - Risorgiva delle Vene

26-10-2019 Risorgiva delle Vene

L'incantesimo dei colori autunnali della Val Tanaro ci accompagnano in questa escursione, attraverso una parte dei “sentieri” natura e Ignazio Abbo. Con il collega Domenico e l'amico Carlo saliamo la rampa in cemento sul lato della Chiesa di Viozene poi, su asfalto, passiamo tra case e villette “avvolti” dal gradevole odore del fumo fuoriuscito dai loro camini. Arriviamo e superiamo, coi tempi della segnaletica, il Rif. Mongioie passando dalla “fiabesca” cabana de Cian Ruscet. Seguiamo lo sterrato di servizio del Rifugio, che sale da Viozene, e ne discendiamo una parte dove, dopo una curva a destra, lo lasciamo per il sentiero, in piano, che ci porta alla Risorgiva delle Vene e all'omonima Grotta. Attraverso una gola rocciosa, in parte gradinata e agevolata da corde fisse, e poi su sentiero, arriviamo alla Grotta (ha un percorso di ca. 5000 mt. per un dislivello di ca. 180 mt.). La curiosita' ci avrebbe spinti all'interno della prima sala, ma il terreno reso bagnato e scivoloso dalle piogge ci ha fatto desistere. Ritorniamo al bivio e superiamo, sul Ponte Tibetano, le Risorgive. Veramente un forte spettacolo della natura. Per bosco, arriviamo alla Colla di Carnino, un'ottima posizione fotografica e passaggio di numerosi escursionisti e di Trail Running. Da un assiduo frequentatore del posto, siamo venuti a conoscenza che, a poca distanza... 15 minuti ca., potevamo godere di un panorama migliore salendo sul Castellazzo. Seguiamo il consiglio e attraverso una traccia di sentiero, nel bosco, arriviamo in poco tempo su questo “pulpito”; forse di poca importanza ma un ottimo punto panoramico che, a mio avviso, avrebbe motivo di essere conosciuto. La gita avrebbe dovuto proseguire verso l'abitato di Carnino Inferiore... ma... con una sola auto... ritorniamo a ritroso sino al bivio per Viozene, concludendo cosi un giro “quasi” ad anello. Bellissima e “colorata” gita autunnale che ci ha impegnato per ore 5 ca. con percorso A. R. e con numerose soste.

NOTE: Per chi soffre il “vuoto”, puo' evitare il Ponte Tibetano passando a monte su sentiero. Come sempre le foto (scusate ma non sapevo quali foto eliminare)

Il socio Bruno M.

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