24-04-2015 Paesi fantasma La Valle dei Campassi da Vegni giro ad anello
E' da molti anni che ho a cuore questo giro ad anello. Ne ho sentito parlare ed ho conosciuto persone che lo hanno fatto e consigliato. Dalla vetta del Monte Antola, guardando in basso a nord, ho sempre visto quei borghi e mi sono sempre chiesto chi poteva o potesse abitare in quei luoghi cosi lontani, cosi soli. E' il momento di conoscerli... mi decido; con un giro di telefonate ad Enti e Associazioni mi accerto che il sentiero sia praticabile e sicuro: infine parto con Carla e Gigi alla volta di Vegni. Posteggiata l'auto sulla piazza vicino alla fontana seguiamo, a destra, lo sterrato-sentiero n° 242 che porta alla Sella dei Campassi dove ci aspetta un panorama notevole: il Monte Antola, San Fermo; Boglianca, Croso e Campassi in basso. Più a destra spiccano i terrazzamenti di Agneto ancora ben conservati. Perdiamo leggermente quota seguendo la mulattiera che porta nel bosco e con un lungo traverso arriviamo al primo dei paesi-fantasma: Casoni di Vegni. Con rispettoso silenzio mi aggiro fra i resti di quelle case: un brivido attraversa il mio corpo. Proseguiamo verso il secondo paese: Ferrazza. Le case, alcune ben conservate, sono il segno di un borgo che in alcuni periodi dell'anno questi è ancora frequentato.
Infine arriviamo a Reneuzzi o Rèneuxi. Incontriamo il piccolo cimitero poi i resti dell'Oratorio di San Bernardo Abate col suo campanile a vela e il suo piccolo interno ahimè devastato (hanno portato via anche i marmi dall'altare... PAZZESCO!!!). Proseguiamo verso la “casa rotonda”. Questo tipo di edilizia rurale consentiva agli animali, carichi di fieno od altro, di passare nei vicoli di questo borgo senza perdere il carico. Ci fermiamo nell'area attrezzata, a fine paese, per mangiare un boccone prima di scendere sul ripido sentiero nel bosco verso il Rio dei Campassi. Nell'affrontarlo penso alle difficoltà incontrate dagli animali, che scendevano questi ripidi tornanti carichi di cereali e diretti ai mulini. Cadere da questo stretto sentiero voleva dire perdere l'animale col suo carico. Siamo sul Rio, per fortuna la bassa portata delle sue acque ci permette di attraversarlo e di visitare i resti del mulino dei Gatti e poco più a valle, sulla destra idrografica, il mulino Gelato. Quest'ultimo una vera opera d'arte. L'acqua veniva trasportata con grandi cucchiai in legno scavati a mano, chiamati Pale Pelton. Purtroppo, per via di mani ignote, forse ignobili, le pale sono state trafugate. Contempliamo, in silenzio, come per le altre visite, il posto fra lo scorrere delle acque e col pensiero di come erano frequentati questi due mulini. Riprendiamo il nostro cammino, attraversando il ponte, verso la parte sinistra idrografica della Valle. Passiamo Croso e Boglianca, arriviamo a Campassi dove ci fermiamo per recuperare un po' di forze e visitare, dall'esterno, l'Abbazia di San Giacomo del XVII sec. . Scendiamo il sentiero nel bosco segnato col n° 245 sino ad incrociare la strada asfaltata per Agneto... scendiamo ancora verso il Rio Berga. Seguiamo ora, alla nostra destra, la segnaletica in parte nascosta dai rami che ci porta sulle sponde del Rio Campassi. Le forti piogge, probabilmente, hanno modificato il percorso portando via anche il sentiero. Trovare un “punto debole” per passare dall'altra sponda, senza toglierci gli scarponi, non e' stata impresa facile. Arriviamo comunque al Mulino di Agneto, chiuso e ben conservato. Ancora una sosta prima di prendere il “salitone”, ora al caldo, verso Vegni dove arriviamo accaldati e stanchi ma contenti dopo la bellissima giornata che ci ha visti impegnati per ore 08,30 con tante soste.
Considerazioni: attraversare questi Borghi ho avvertito fatica, sudore, stenti forse rabbia... anche gioia. Centinaia erano le persone che vi abitavano; a Reneuzzi c'era una piccola scuola. La linea “a mezza costa” di queste abitazioni, favoriva certamente la coltivazione e la fienagione dei numerosi terrazzamenti ora spariti. Spopolati alla fine degli anni cinquanta rimangono ancora conservate, all'interno di queste abitazioni, alcuni strumenti da lavoro, e chissà quante storie sepolte sotto alle macerie.
AVVICINAMENTO: si risale tutta la Val Borbera per la SP 140 sino a Cabella Ligure poi, per la SP 147 per Carrega Ligure, sino al bivio a destra per Vegni.
NOTE: questo splendido e lungo giro ad anello, è stato possibile grazie al laborioso e non facile lavoro degli operai forestali della Regione Piemonte che hanno ripristinato e messo in sicurezza tutto il percorso. Escursione ad anello molto lunga, valutata, per alcune sue problematiche EE (Escursionisti Esperti) e da affrontare con un buon allenamento. L'attraversamento del Rio Campassi è sempre un'incognita per piogge o per disgelo neve. Prima di affrontare questa escursione, e' bene accertarsi sulle condizioni del percorso. Periodi consigliati: tarda primavera inizio autunno e, naturalmente con tempo bello. Acqua alla partenza (fontana).
NOTE FOTO: foto 60: Ferrazza e Reneuzzi si vedono al centro della foto; la Sella dei Campassi sulla sinistra. Foto scattata dalla vetta del Monte Antola.
Foto a seguito.
Il socio Bruno M.