L'ACQUEDOTTO STORICO DI GENOVA parte II da via Carso

Scendiamo la creuza di Salita Montino sino all'asfalto della Via Superiore del Veilino; seguiamo a sinistra i due-tre km ca. di strada che portano al Poligono di tiro a volo dove lungo la strada possiamo ancora notare, vegetazione permettendo, alcuni tratti di canale e ponti-canale. Con lo stato di vegetazione attuale, questo tratto non e' di grosso interesse.Note alle parti prima e seconda: ricordi della mia infanzia. Si... nacqui proprio sull'acquedotto, a Campobinello, in una casa del Sec. XVIII a Nord del Borgo del Montino. Una casa con due abitazioni fra campi, alberi da frutta, di ulivo e fasce coltivate dai miei genitori affittuari dal 1949. Ricordo i primi tuffi e le prime nuotate coi miei amici nelle limpide e pure acque dei laghetti e laghi da Tinn-a, Tann-a. e Casseua (conca, tana, e cazzuola), nei Rii di Campobinello, Briscata e Poggetti ora in parte spariti con la costruzione dell'autostrada, dalle alluvioni e dalla folta vegetazione. Nei rigidi inverni ero molto incuriosito nel vedere i primi “ghiacciatori” scalare l'enorme "meringa" di ghiaccio, alta una ventina di metri, formatasi a seguito della fuoriuscita di acqua dal canale che dal Rio Campobinello si collegava al ponte-canale a tre arcate (ancora in buone condizioni, e tutt'ora visibile prima dell'ingresso della galleria Campursone, precedente all'uscita del casello di Genova-Est).Sino ai primi anni 60 il tratto di canale che da quel Rio andava al Borgo del Montino “portava” ancora acqua utile per irrigare i numerosi orti. In casa l'acqua arrivava tramite una pompa che, azionata manualmente dall'interno la “pescava” esternamente, filtrata con sabbia, da una botola formata da tre scomparti. L'acqua da bere la prendevamo alla fonte di "Montecatini"(*), per questo si scendeva sul Rio Campobinello. La fonte ora non esiste piu', al suo posto c'e' un pilone dello svincolo autostradale di Genova-Est. Gli smottamenti terrosi causati dai cantieri per la costruzione dell'autostrada e dello svincolo di Genova-Est, investivano sia il Rio Campobinello che il canale di captazione ancora in ottimo stato tanto da infangare le limpide acque che ancora scorrevano all'interno dell'acquedotto sino al Borgo del Montino. Per questo, annualmente, circa trecento metri di canale, venivano puliti con “spassuie de brugu” (scope di erica) dai molti volontari di quel Borgo: fra questi mio padre. A turno entravano all'interno della sezione e a passo veloce, affiancati in coppia, con “scope” e sacchi di juta, spingevano la melma depositata sul fondo sino a farla defluire all'altezza di un blocco appositamente ricavato. Era un lavoro molto duro e faticoso, il compito di noi bambini era quello di guardare e portare da bere a questi "pulitori"; il mangiare col caffe' lo portavano le mogli. Il tutto veniva fatto solo la domenica... ed era piu' di una. Bellissimi ricordi di aggregazione, di sacrificio, di dovere, oltre al valore e al rispetto per la conservazione delle cose. La costruzione dell'autostrada ha trasformato tutto, motivo per cui la mia famiglia fu' costretta a cambiare abitazione. La casa, non piu' raggiungibile; ora e' un cumulo di macerie.(*) La fonte di Montecatini: era molto conosciuta e rinomata per la qualita' e leggerezza della sua acqua. Leggenda, o credo popolare, diceva che nel momento della peste a Genova le sue acque avevano “poteri miracolosi”... una volta bevuta, magari non guarivano ma... davano beneficio; questo e' quello che raccontavano gli anziani di allora (comunque, credetemi, era veramente buona e leggerissima: certamente aveva delle qualita').

NOTE FOTO 1^ parte: foto 16: il Borgo di Sant'Antonino, a destra in basso il canale che porta al ponte-canale sul Rio Casamavari (chiuso). Sullo sfondo, da sinistra a destra, il Forte Sperone, le Baracche al centro, poche abitazioni e Ostaia de Baracche (osteria delle Baracche), e il Forte Puin.

NOTE FINALI: descrivo e fotografo questi Borghi e questi posti per farli conoscere a piu' persone. I percorsi sono di natura “turistica”, eccetto la parte che dal ponte-canale sul Rio Casamavari porta, a sinistra, all'antico ponte-canale), chi la percorre lo fa sotto la propria responsabilità. I (pochi) volontari dell'Associazione aegua-fresca tengono in ordine il tratto che da Via Antonio Burlando porta al ponte-sifone (compreso), sopra il Cimitero Monumentale di Staglieno (ripulendolo da erbe e piante infestanti, e da varie lordure). Nella prima parte ho fotografato, con le foto 1-2 e 3, l'inizio del canale, che al momento è interessato da una frana. Per l'accesso al canale, in via provvisoria, dalla Piazza delle scuole di Via A. Burlando, anziché scendere per Via delle Ginestre, proseguire a sinistra su quella strada asfaltata sino a scendere la rampa a destra, dopo l'ultimo caseggiato (PRESTARE ATTENZIONE). Alternativa a questa: dal Piazzale antistante l'ingesso del Cimitero di Staglieno seguire la Via Superiore del Veilino poi salire la Creuza di Salita San Pantaleo, e la segnaletica “Acquedotto storico”. A fine muro, svoltare a sinistra e seguire i pochi metri che portano alla galleria di accesso al ponte-sifone. In caso di vegetazione invadente, salire ancora sino a superare l'ultima antenna. Raggiunto il manufatto calpestabile, scendere a sinistra prima della salita.