28-10-2021 Rifugio Guglielmo Jervis da Chiapili di sotto Valle dell'Orco
Prima di un brusco cambio di colori e un'ora di luce in meno Eugenio riserva, a me e a Mauro, ancora una gita di questo meraviglioso autunno non sulle Alpi Marittime e Cozie ma... nella Valle dell'Orco; come meta, non una vetta vera e propria ma... un bel giro (EE), in parte ad anello: il Bivacco Carpano, nel Vallone di Piantonetto. No... non mi sto sbagliando di gita e' che... lasciata la centrale idroelettrica di Rosone, svoltiamo a destra per la ripida e tortuosa strada (strada al Lago di Teleccio) sino in vista della diga di Teleccio, in alto, ancora lontana. Saliamo ancora fino a che non troviamo, purtroppo, la strada sbarrata: chiusa per lavori. Nessuna imprecazione ma... .
Torniamo al bivio con la strada provinciale N° 460; qui scorgiamo, ad inizio salita, un precario foglio plastificato che avvisa, con ordinanza, la chiusura della strada. Pazienza. Senza perderci d'animo Eugenio, vista l'ora, decide di “aggiustare” la giornata con una breve escursione al Rifugio G. Jervis, nella Piana di Nel. Superiamo Ceresole Reale e dopo alcuni chilometri arriviamo alla Borgata di Chiapili di sotto. Qui svoltiamo a sinistra e superato il ponte in legno sul Torrente Orco, posteggiamo l'auto sullo spiazzo bianco di brina.
Fa freddino; saliamo in fretta lungo la breve pista da sci e seguendo la bella mulattiera, fra i Larici, arriviamo nella Piana di Nel dove, su di una parte montonata, troviamo il Rifugio Guglielmo Jervis a lato di un piccolo lago ghiacciato, in parte interrato. Fra un ampio scenario di vette e di colori autunnali e una temperatura gia' invernale, ci fermiamo al sole per uno spuntino ma soprattutto per goderci in perfetta solitudine ed in silenzio le bellezze dei colori e delle vette oltre i 3500 metri; alcune di queste a noi conosciute perche' salite. La discesa per lo stesso itinerario ha concluso la nostra breve escursione.
Una breve sosta fotografica sulla sponda del Lago di Ceresole, ora quasi vuoto, e giu' verso il ritorno a casa. Prima di entrare nella lunga galleria, pero', svoltiamo a destra... proseguiamo per qualche centinaia di metri su asfalto sino a fermarci, a sinistra, in vista del... “masso”: un grosso cubo di granito spaccato da una fessura: la fessura Mike Kosterlitz. Un grande alpinista, e premio Nobel per la Fisica, che negli anni 70 ha superato le prime grandi difficoltà tecniche date da questa “fessura”. Masso purtroppo “incollato” al nuovo tracciato della SP ma per fortuna lasciato, e non fatto brillare con dinamite, grazie alle proteste dell'ambiente alpinistico torinese, e non solo.
Foto a seguito.
Il socio Bruno M.