29-06-2022 Cima Testona da Posio (Val Ribordone)

Sono sempre stato curioso di conoscere nuovi posti: Valli, Paesi, Frazione e altro e questa Valle, e' tutta da scoprire.
Sono con Eugenio e Stefano. A Sparone (Valle dell'Orco), cerchiamo un bar per un caffe' (ci voleva) poi l'approccio alla via (del Paese) per trovare e salire gli undici chilometri circa di strada tortuosa e ripida. Saliamo, superiamo Talosio e arriviamo a Posio dove posteggiamo l'auto alla destra di una curva. E' tardi. Partiamo seguendo il sentiero (GTA) che passa fra le graziose case di Posio. Entriamo nella bella faggeta che ci copre da un sole gia' caldo; c'e' molta umidita', forse a causa delle forti e abbondanti piogge del giorno prima. Il sentiero prende subito quota. Usciamo all'aperto con un bel panorama sulla Val Ribordone, in basso, e sulla bellissima conca dove pascolano una cinquantina di mucche; in alto a destra il Monte Arzola. Un lungo tratto in falsopiano ci porta all'Alpe Arzola (fonte) poi con una breve rampa ed un lungo traverso, a sinistra, arriviamo sul Pian Chermisu', nelle vicinanze del Bivacco Blessent. Fantastico il panorama sulla Valle dell'Orco, sul gruppo delle Levanne e sul Gran Paradiso, imbiancato di neve fresca. Una breve sosta e su verso la dorsale e il ripido sentiero sino a lasciarlo, dove spiana, per raggiungere a destra la vetta del Monte Arzola.
E' tardi e le grosse nuvole minacciose e nebbie di caldo che si stanno formando da N.E., ci preoccupano. La Cima Testona e' ancora lontana: rinunciamo. Godendoci il bellissimo panorama, mangiamo. Eugenio cerca qualche cosa di alternativo all'itineraio di salita: il solito anello scendendo nel Vallone e verso l'Alpe Oregge, in basso alla nostra sinistra. Proseguiamo verso il Colletto Rocco Boaretto; siamo in vista del Lago artificiale d'Eugio. Ritorniamo sui nostri passi e in breve raggiungiamo la zona priva di erba in vista del Vallone di discesa. Cerchiamo la parte migliore e quella piu' diretta verso l'Alpe Oregge e lo sterrato, molto in basso. La discesa, senza traccia, fra Rododendri, Mirtilli, buche e passi su rocce anche instabili, e' lunga e stancante; nonostante tutto ci divertiamo. Sempre in vista di quell'Alpe, ancora lontana, scendiamo a sinistra dove in basso si vedono i segni di un sentiero o di un passaggio di animali, che puntiamo abbassandoci. Ci mancavano anche le ortiche (Stefano in calzoncini corti...). Attraversiamo il piccolo Rio e arriviamo, in basso, dalla cisterna. Qui molto accaldati (fa caldo) beviamo, ma soprattutto ci rinfreschiamo.
Scendiamo ancora, ora su terreno migliore, verso l'Alpe e lo sterrato che raggiungiamo e seguiamo sino ad arrivare, con il classico giro ad anello e seguendo la segnaletica, a Posio dopo ore 06,15 con soste.
Parlando con un nativo del posto, veniamo a conoscenza di fatti e di storie antiche, storie di Resistenza partigiana qui particolarmente attiva. Pensare che questa Valle ha visto i primi colonizzatori nel V sec. a C., ci lascia stupefatti. Con la visita al Santuario di Frascondu', che con i suoi 400 anni di vita e' meta di pellegrinaggi e soggiorni spirituali, termina la conoscenza di questa nuova Valle fatta di storie e di bellezze autentiche di montagna.

NOTE: percorso di natura E (escursionistico) sino alla vetta del Monte Arzola e al Colletto con vista Lago d'Eugio; EE (escursioni- sti esperti) la discesa da noi affrontata. Questa e' priva di tracce e di sentiero quindi, sconsigliata. Chi la percorre lo fa a suo ri- schio e pericolo.

Foto a seguito.
Il socio Bruno M.