27-02-2022 Monte Maggiorasca e Monte Nero dal Passo del Tomarlo un giro ad “Omega”
Salendo sul Monte Nero, una delle vette della Val d'Aveto, ho sempre visto scendendo la dorsale che porta al Passo dello Zovallo, la palina segnaletica indicare "Tana del Monte Nero". Incuriosito, nel corso degli anni (ci ho messo un po' di tempo), ho voluto fare questo itinerario per escursionisti esperti che nessuno di noi aveva mai fatto.
Parto, con Francesco e Mauro, alla volta di Santo Stefano d'Aveto e Passo del Tomarlo. Qui, a pochi decine di metri, lascio sulla destra e su di un piccolo spiazzo l'auto proprio di fronte al sentiero che indica Monte Maggiorasca e Monte Martincano. Fa freddo e il forte vento ne aumenta la percezione. Saliamo e di buon passo arriviamo al quadrivio: sentiero alla nostra sinistra, per il Passo della Lepre; sentiero diritto a noi, per la Croce del Martincano... noi seguiamo quello a destra, in piano, verso il Monte Maggiorasca che raggiungiamo lasciando a sinistra la Madonna di Guadalupe. Scendiamo fra il forte vento verso l'ampia sella e la pista da sci quella, per intenderci, che scende dal Monte . Qui proseguiamo, senza segnaletica o segni "convenzionali", a destra seguendo quella che un tempo era, credo, una pista che portava nelle vicinanze dello skilift al Prato Grande, ora in abbandono. Qui, tenendoci a monte e senza nessuna segnaletica, “puntiamo” diritti verso la valletta a Sud del Monte Nero (il panorama che descrivo e' visibile dalla vetta del Monte Nero e lungo tutta la sua dorsale detta Costazza). Troviamo, verso la fine del grande prato, un cartellone esplicativo ed una traccia battuta con segni sugli alberi che indicano la direzione verso il sentiero n° 821a. La fortuna e' quella di incontrare due escursionisti che ci indicano la giusta direzione. Alcune smunte “tacche bianche e rosse” sugli alberi ed una parvenza di sentiero ci portano, dopo un lungo avvicinamento, sul fondo della valletta. La attraversiamo sprofondando nella neve sino alle cosce, fra le pietre e i Pini Mugo. Saliamo ora il sentiero con calma: è molto ripido. Alla fine di questo ed in prossimita' di quello che arriva dal Passo dello Zovallo, ci fermiamo su delle grosse rocce a bere e a mangiare un boccone e a goderci, al tiepido sole, il bellissimo panorama sulla valletta appena percorsa, e il resto alle sue spalle. Saliamo la dorsale e in breve siamo sulla vetta del Monte Nero.
Una foto e via verso la dorsale ghiacciata e pericolosa della Costazza poi ancora giu' verso la sella, al Prato della Madonna. Superiamo a sinistra la staccionata: siamo nuovamente al Prato Grande ad incrociare il sentiero di andata.
Ci fermiamo a mangiare sulle comode panche di quella costruzione nelle vicinanze dei resti dello skilift. Un po' di riposo, con recupero di energie, e giu' a sinistra verso il sentiero n° 821 e lo sterrato che lasciamo sulla sinistra (freccia a destra su grossa pietra) per il sentiero, a destra, che termina poco dopo sulla Strada Provinciale a conclusione di questo, ritengo, bellissimo itinerario valutato EE (Escursionisti Esperti) e che ci ha im pegnato per ore 05,45 con soste. Siamo ancora lontani, circa due chilometri, dal Passo dello Zovallo; passa una macchina: la fermo (come e' gia' successo altre volte) l'autista, gentilmente, mi porta sino al Passo; a mia volta vado incontro a Francesco e a Mauro.
Foto a seguito.
Il socio Bruno M.
NOTE: percorso un po' ricercato... dai... un po' diverso dal solito, di natura EE (Escursionisti Esperti). Per non fare l'autostop, l'ideale e' salire con due auto ed una portarla a circa due chilometri dopo il Passo dello Zovallo; punto dove arriva/parte il sentiero n° 821. Altra soluzione, con una macchina, e' quella lasciare l'auto nel grosso piazzale superato il Passo del Tomarlo (credo sia possibile posteggiare... si risparmia, al ritorno, a "occhio" un chilometro). Questo lungo itinerario e' privo, in gran parte, di segnaletica e chi lo percorre, a suo rischio, deve avere buona conoscenza dei posti.
NOTE FOTO: foto 7-8-9-11 e 13, sono di Francesco G.