05-11-2022 Monte Mongrosso e Monte Berlino dalla Valdinferno giro ad anello

Era da alcuni decenni che non andavo nella Valdinferno. La meta era spesso la stessa: l'Antoroto dalla via normale per la fioritura dei Rododendri ma soprattutto, nei mesi di Febbraio e Marzo, le salite attraverso i suoi canali innevati, con piccozza e ramponi. Spesso erano le volte che pernottavo al Rifugio Savona fra bisbocce e canti serali. Le chiavi del Rifugio si prendevano a Garessio presso un negozio. Bei tempi.
Con Eugenio, Domenico e Francesco facciamo, in parte, un nuovo itinerario sempre ad anello, meta: il Monte Mongrosso e il Berlino, gia' meta di ciaspolate. Non ci fermiamo nel solito posteggio a sinistra sotto la Chiesa ma proseguiamo, in auto, sulla stretta lingua in cemento per lasciarla nello slargo di fronte al movimento franoso, ora messo in sicurezza. Saliamo su quella "lingua" sino a lasciarla, a destra, per seguire il vecchio sentiero che sale e che porta ai vari bivi, tutti segnati con ottima cartellonistica. Superiamo Case Bosso poi l'ultimo nucleo di case (trogolo con acqua); qui lasciamo il sentiero a destra (sara' il nostro di discesa foto 9-10 e 37) per seguire l' A10, sentiero che attraverso il bosco, porta alla Colla Bassa. La neve, abbondante, copre tutta la segnaletica a terra. La fortuna e' stata quella di trovare parte della pista nel bosco gia' battuta da un cacciatore; questo ci agevola molto, soprattutto nel seguire la giusta direzione. Diversi sono i bivi che incontriamo, tutti ben segnalati con palina segnaletica. Fuori dal bosco puntiamo diritti verso il grosso masso e la Colla Bassa, ancora lontana. C'e' tanta neve e nessun segno che ci indichi il sentiero: saliamo. Due cose ci colpiscono lungo il percorso (vedi foto 17 e note foto). Arriviamo alla Colla Bassa, siamo indecisi se salire a sinistra, verso l'Antoroto, o a destra verso il Mongrosso. Scegliamo, per sicurezza, la seconda. C'e' vento forte di tramontana, saliamo a zig zag; siamo i primi a battere la pista... sprofondiamo. Le forti raffiche di vento ci accompagnano sino in vetta. Il mio termometro segna 0 gradi ma la temperatura percepita e' certamente piu' bassa. Una foto, scattata da un Varazzino, e giu' sempre nella neve ancora alta verso l'arrivo dell'ultima seggiovia. Proseguiamo sulla pista da sci poi, per non seguirla e raggiungere quel bruttissimo manufatto della vecchia seggiovia e il Monte Berlino proseguiamo sino ad un leggero pianoro, con a sinistra delle roccette. Siamo sulla verticale del Rifugio Savona, che distinguiamo. In breve e senza sentiero lo raggiungiamo e ci fermiamo per una sosta mangereccia, godendoci i caldi raggi del sole. Sempre amaramente, come tutti i ritorni, scendiamo e seguiamo l'innevato sterrato, che parte da Rifugio. All'altezza di un grosso masso (con striscie bianco rosso di direzione), e altre allineate, svoltiamo a destra e per sentiero chiudiamo l'anello. Ora per lo stesso itinerario di salita arriviamo alla macchina dopo ore 06,00, con lunga sosta, a conclusione di questa bellissima escursione.

Foto a seguito.
Il socio Bruno M.

NOTE: due sono gli itinerari da fare per arrivare alla Colla Bassa: quello che abbiamo fatto noi oppure, quello che passa per il Rifugio Savona. Con la presenza di neve cambiano molti scenari, il piu' importante e' quello di seguire il sentiero dove, con neve, e' impossibile individuare la segnaletica. Nel nostro caso, l'aver trovato gia' la pista battuta ci ha risolto, forse, qualche problema, soprattutto se e' da molto tempo che non fai quel sentiero. Consiglio di lasciare l'auto sulla piccola area di sosta, sulla sinistra, alla fine della salita e della strada asfaltata poi, prendere quella lingua, ora, in cemento... un tempo mulattiera.

NOTE FOTO: foto 17: natura: cerchio magico. Grazie al vento e ad un filo d'erba. A fianco le tracce di un lupo. La foto 28 e' stata scattata da Domenico. Foto 40: Chiesa parrocchiale di San Ludovico Re.