07/09/2023 Monte Tenibres dal Rifugio Ervedo Zanotti

Dopo alcuni tentativi fatti per salire i suoi canali innevati, non andati a buon fine, ri-tento questa volta la vetta del Monte Tenibres. Sono in compagnia di Claudio, Domenico e Francesco. Dal Piano della Regina saliamo lo sterrato ex militare, 17^ Compagnia Alata Dronero, passando per il laghetto Lausarel e il monumentale larice. Dalla palina segnaletica in legno, in corrispondenza della curva a destra (con pietra incisa), lasciamo lo sterrato per il Passo Sottano delle Scolettas e i ripidi tornanti per la diretta al Vallone Superiore del Piz per salire, a sinistra, fra rododendri e larici, verso il Rifugio E. Zanotti. Dopo i saluti a Gianfranco, il gestore, e una bella rinfrescata ci accomodiamo al di fuori del Rifugio per un aperitivo poi, quasi al buio, rientriamo per la cena. Dopo i piacevoli racconti di scalate e di avventure e i soliti canti di montagna, alle ore 22,00, andiamo a dormire non prima di ammirare l'immenso spettacolo del cielo illuminato da una miriade di stelle. Con la sveglia alle ore 06,00 e un'abbondante colazione, inizia una lunga giornata. Partiamo alle prime luci del giorno con i primi raggi del sole che irradiano le vette piu' alte; con noi Gianfranco che ci porta sul nuovo sentiero, da lui tracciato, che parte davanti al Rifugio. Fra cenge e roccette arriviamo sulla morena, che attraversiamo e con molta attenzione arriviamo, seguendo la bollatura gialla fra grossi massi e pietre, al Lago Mongioie poi, sul sentiero principale.
Siamo nell'Alto Vallone del Piz e ne saliamo la sua parte sinistra orografica. Il paesaggio e' severo, arido; non ci sono tracce di nevai, nemmeno una piccola lingua sui versanti Nord. Alcuni Stambecchi e i lontani camosci, brucano una magra erba. La salita sino alla verticale dell'ex Casermetta e' umana poi, si fa ripida; il fondo terroso e pietroso non aiuta: si fatica un po'. Raggiunta, ci fermiamo a mangiare un boccone e a riprendere fiato. Saliamo quel breve tratto di facile arrampicata sino ad arrivare sulla dorsale dove ci accoglie un'incantevole panorama. Di fronte a noi, a sinistra, il Monte Tenibres, che raggiungiamo passando dal Passo omonimo poi, perdendo leggermente quota, arriviamo al colletto S.O. e per facili roccette guadagniamo felicicemente la vetta godendoci l'immenso panorama. Dopo alcuni scatti fotografici scendiamo e per lo stesso percorso arriviamo sulla verticale dell'ex Casermetta; disarrampicando quelle roccette la raggiungiamo e qui ci fermiamo a mangiare. Sempre per lo stesso itinerario di salita ritorniamo al Rifugio e dopo aver consumato l'ultimo boccone, con un caffe' tonificante e salutato il simpatico e accogliente Gianfranco, ritorniamo al Piano della Regina stanchi ma felici.

TEMPI: primo giorno: dal Piano della Regina al Rifugio E. Zanotti: ore 02,30, con soste. Secondo giorno: dal Rifugio alla Vetta: ore 03,45 con soste. Discesa al Rifugio: ore 03,00, con sosta. Discesa al Piano della Regina: ore 02,00.

CONSIDERAZIONI: occorre essere molto allenati (e giovani) se l'escursione si fa in un giorno, spezzata nei due giorni, come abbiamo fatto noi, e' meno faticosa. Dal Lago Mongioie al Rifugio, abbiamo trovato caldo. Qui giunti alle ore 15,30, il termometro segnava 30° (!).

NOTE SUL PERCORSO: l'escursione e' valutata EE (escursionisti esperti) con passi di I°, dalla ex Casermetta alla dorsale e viceversa. Molto bello, ben segnato e utile e' il nuovo sentiero (EE), che non fa perdere quota, tracciato da Gianfranco. Molta attenzione richiede il suo attraversamento, nelle due direzioni, della pietraia fatta di grossi massi e di piccoli, questi anche instabili. Sconsigliato, a mio avviso, percorrerlo in presenza di nebbia, neve o bagnato.

SEGNALETICA: il sentiero, dal Rifugio, e' tutto bollato di giallo poi, dal sentiero principale, di rosso.

NOTE: all'estremita' delle roccette sopra l'ex Casermetta (vicino al palo in legno), il gestore ha messo un chiodo. In caso... .

NOTE FOTO: foto 48: sentiero diretto verso l'Alto Vallone del Piz.

AVVICINAMENTO: da Borgo San Dalmazzo, si sale la Valle Stura fino a Pietraporzio. Superato a sinistra il ponte sullo Stura, si attraversa il Paese; seguendo le indicazioni si raggiunge, dapprima su asfalto poi su buon sterrato (qualche centinaia di metri), l'ampio ripiano erboso del Piano della Regina dove si lasciano le auto.