13-06-2025 Punta Rama dall'Alpe Losa Val Verdassa

Sempre su suggerimento dell'amica di Cuorgnè salgo, con Eugenio, sulla Punta Rama; una bella e severa montagna, delle Alpi Graie, vicino ai 2450 metri di altezza. Lasciata l'auto prima della sbarra, alla fine della lunga striscia di asfalto, iniziamo il percorso su tratto sterrato in erba che ci avvicina, coi suoi caratteristici particolari, all'Alpe Losa. Entriamo nel bosco di faggio e betulle e, superato il sentiero n°11 arriviamo ad una serie di sentieri numerati, fra questi il nostro: il n° 8, per Punta Rama. La giornata è bella e questo ci fa ben sperare anche se l'aria è umida e pesante. La salita è piacevole con i suoi panorami, attraverso ruscelli, case-alpeggi e, in lontananza, lo scroscio di alcune cascate. La vetta di Punta Rama, ora usciti dal bosco, spicca in tutta la sua forma: sembra essere sopra le nostre teste ma in realta e' ancora molto lontana. Man mano che proseguiamo la salita si fa ripida e la forma naturale del terreno ci obbliga a superare alcuni sbalzi, con passi faticosi. Un grosso ometto ci da la direzione verso la bellissima Alpe Levi: qui i sentieri n° 8 e 11 si dividono noi, continuiamo col n° 8 sino a raggiungere l'attacco del tratto attrezzato che porta in vetta. La salita ora da il massimo della sua ripidità. Per fortuna alcuni traversi danno un po' di respiro. In lontananza, fra le nuvole, scorgiamo il Bivacco Beltrando sulla vetta di Punta Rama, che raggiungiamo fra uno sbuffo e l'altro, bagnati di sudore. La nebbia e le nuvole ci stanno avvolgendo una foto, una visita al Bivacco con firma e contributo, e giù abbastanza in fretta ripercorrendo, con molta attenzione, tutto l'itinerario di salita. Abbiamo fame,almeno io, resistiamo sino all'Alpe Levi dove ci fermiamo, accaldati e stanchi, per recuperare energie, mangiando e riposando per fortuna col cielo coperto, ma sempre afoso. Superati i vari corsi d'acqua, con obbligo di rinfresco, arriviamo con l'ultimo tratto in leggera discesa al salto finale poi, nel bosco raggiungiamo l'auto ora, con burrarasca in arrivo, alla fine di questa bella escursione di natura EE/A (escursionisti- esperti/attrezzazata), che ci ha impegnati per ore 08,00 con soste, quattro ore a salire, altrettante a scendere.

NOTE:
escursione, a mio avviso, faticosa. Sarà che il nostro avvicinamento in auto da Genova è stato di oltre tre ore; forse, anche, le condizioni climatiche trovate, per nulla diverse da quelle lasciate a Genova. Ottima la parte attrezzata e quella in alto ripulita. Un po' in erba, un buon primo tratto. In ordine il Bivacco. NON SOTTOVALUTARE LA DISCESA.

CONSIDERAZIONI PERSONALI:
la valutazione di questa escursione, essendo un percorso in parte attrezzato richiede, per sicurezza, adeguata attrezzatura per affrontarlo. Il fatto che noi non lo abbiamo affrontato con adeguata attrezzatura è un nostro consapevole modo, un nostro consapevole comportamento di affrontare, comunque in sicurezza, il pericolo; e questo non va copiato.

AVVICINAMENTO:
usciti dal casello autostradale di Ivrea seguire per Cuorgnè e Pont Canavese, per la SS N° 565 poi 460. Dalla grossa rotonda, prima di entrare in Pont Canavese, seguire la segnaletica a destra per la Val Soana e, ancora a destra, per Frassinetto. Qui, superata la Chiesa della Madonna del bello sguardo, poi il rettilineo, svoltare a sinistra e seguire la stretta lingua asfaltata sino alla sbarra, superando le indicazioni laterali per le varie Borgate fra queste, Fraschietto a sinistra. Con l'avvicinamento finale, si incontra un bel tratto di sterrato in discrete condizioni. Il tragitto da Frassinetto al punto dove si lascia l'auto, oltre ad essere stretto, è privo di protezioni a valle. Non è molto trafficato ma... è sembre bene prestare attenzione. Acqua all'Alpe Losa.